giovedì 18 ottobre 2012

Bruno Munari, Negativi-Positivi



Le pitture negative-positive sono tra le opere più note di Bruno Munari, proviamo a descrivere questa ricerca nei suoi aspetti formali, estetici e didattici. 
Con l'astrattismo il soggetto scompare dalla pittura, il soggetto diventa la pittura stessa, cioè forme e colori liberamente inventati. 
L'astrattismo concreto libero dagli intralci della narrazione, del significante, del realismo o del surrealismo, del simbolismo o dell'espressionismo, propone forme autonome, che non sono figure della realtà, ma realtà autonome esse stesse, realtà concrete.
Con i negativi-positivi ogni forma della pittura astratta, ogni parte della della composizione, sta in primo piano o sullo sfondo a seconda della lettura di chi guarda.




"CONTORNO la linea disegna solo verso l'interno 
CONFINE SPAZI EQUIVALENTI la linea disegna dai due lati."



"La linea dei negativi-positivi disegna dai due lati 
è un confine tra le forme 
è un confine tra figura e fondo 
Qual'è la figura? qual'è il fondo?"



"La linea è un confine tra due forme equivalenti 
la figura e il fondo si equivalgono 
A e B assieme in un quadrato o anche isolate 
L'effetto che ne risulta fa sì che ogni forma che compone l'opera sembra che si sposti, che avanzi o che vada indietro nello spazio ottico percettivo dello spettatore, creando una dinamica cromatica, una instabilità ottica secondo come lo spettatore prende in considerazione ogni forma."








Alcuni esempi di negativi-positivi:
















Fonti:

domenica 14 ottobre 2012

Gaetano Pesce






Collaborando con B&B Italia alla realizzazione di Up, una serie di sette modelli di poltrone in schiuma poliuretanica che diventano subito una delle icone del design industriale italiano e internazionale. La più celebre è la UP5 che riprende le forme delle statue votive delle dee della fertilità per dare vita a un vero e proprio manifesto di espressione politica sulla condizione femminile: la società della fine degli anni '60 non è pronta a riconoscere alle donne le loro numerose capacità e le relega ai margini del panorama politico e sociale.


















"In quel momento io raccontavo una storia personale su quello che è il mio concetto sulla donna: la donna è sempre stata, suo malgrado, prigioniera di sé. Così mi è piaciuto dare a questa poltrona una forma di donna con la palla al piede, che costituisce anche l'immagine tradizionale del prigioniero."
























Fonti:

sabato 13 ottobre 2012

Andy Warhol






"Ai primi d'agosto del 1962 cominciai con le serigrafie. Volevo qualcosa di più forte, che comunicasse meglio l'effetto di un prodotto seriale. Con la serigrafia si prende una foto, la si sviluppa, la si trasferisce sulla seta mediante colla e poi la si inchiostra, cosicché i colori penetrano attraverso la trama salvo che nei punti dove c'è la colla. Ciò permette di ottenere più volte la stessa immagine, ma sempre con lievi differenze. Tutto così semplice, rapido, casuale: ero eccitatissimo. Poi Marilyn morì quello stesso mese, e mi venne l'idea di trarre delle serigrafie da quel suo bel viso, le mie prime Marilyn." (citato in Marilyn, p. 415)






"I miei quadri non vengono fuori mai come me li aspettavo ma di questo non sono mai sorpreso."




Ed oggi...





"Le masse vogliono apparire anticonformiste, così questo significa che l'anticonformismo deve essere prodotto per le masse."









Fonti:






venerdì 12 ottobre 2012

Bruno Munari








Sculture da viaggio, dal 1958                    
Nel 1951 Munari mentre sta lavorando al ciclo dei negativi-positivi realizza questa scultura il cui progetto è così semplice da essere disarmante. Un foglio di lamiera quadrata viene tagliata e piegata creando un volume-scultura in cui i pieni ed i vuoti creano forme negative-positive. La novità sta nel gioco di pieni e vuoti, nella semplicità del progetto che utilizza un modulo quadrato ed anche nel fatto che si introducono i tagli. Chiunque con un foglio di cartoncino colorato ed una forbice può realizzare una scultura così semplice ed allo stesso tempo così complessa, la cui bellezza formale, a distanza di oltre mezzo secolo, non è affatto da archiviare. (continua..)













"Perché non facciamo una fantasia sull'alfabeto... fantastico, imprevisto, con lettere tutte diverse di dimensioni, di forma, di materia, di colore; buttate per aria con allegria..."
(da Alfabeto Lucini)










"Complicare è facile, semplificare è difficile. Per complicare basta aggiungere, tutto quello che si vuole: colori, forme, azioni, decorazioni, personaggi, ambienti pieni di cose. Tutti sono capaci di complicare. Pochi sono capaci di semplificare. Per semplificare bisogna togliere, e per togliere bisogna sapere che cosa togliere, come fa lo scultore quando a colpi di scalpello toglie dal masso di pietra tutto quel materiale che c’è in più. Teoricamente ogni masso di pietra può avere al suo interno una scultura bellissima, come si fa a sapere dove ci si deve fermare nel togliere, senza rovinare la scultura? Togliere invece che aggiungere vuol dire riconoscere l’essenza delle cose e comunicarle nella loro essenzialità. Questo processo porta fuori dal tempo e dalle mode... La semplificazione è il segno dell’intelligenza, un antico detto cinese dice: quello che non si può dire in poche parole non si può dirlo neanche in molte."
(tratto da Verbale Scritto)








Fonti: